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Seno tuberoso

Il seno tuberoso è una malformazione che compare con la pubertà e può presentarsi in forma lieve, spesso non riconosciuta, o in forme via via più gravi, alterando l’aspetto della ghiandola mammaria che appare “costretta” e deformata, con un aspetto allungato, una base stretta e un’areola spesso troppo grande.

La correzione di quest’alterazione, specie nelle forme più gravi, è essenzialmente chirurgica e spesso non facile, perché’ la ghiandola deve essere “aperta” in modo adeguato affinché’ torni ad assumere un aspetto normale, generalmente ottenuto mediante il supporto di protesi mammarie anatomiche o rotonde.

La cicatrice è di solito intorno a tutta l’areola, questo per consentire di ridurne le dimensioni.

Talvolta è necessario porre dei punti, in corrispondenza del nuovo solco mammario, esterni, per assicurare che la ghiandola resti nella nuova posizione “aperta”. I punti sono poi rimossi dopo circa dieci giorni.

La malformazione può colpire, come risulta evidente dalle foto, sia la mammella femminile che quella maschile  (PER LA MALFORMAZIONE MASCHILE VEDI CHIRURGIA DEL SENO: GINECOMASTIA)

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Domande frequenti

POTRO’ EFFETTUARE TUTTI I CONTROLLI AL SENO NECESSARI COME L’ECOGRAFIA E LA MAMMOGRAFIA?

Si già a partire da sei mesi dopo l’intervento. E’ necessario però avvisare il medico che effettua le indagini, perché’ il processo di cicatrizzazione della ghiandola può portare ad errori diagnostici anche fino ad un anno dopo l’intervento. (I punti interni possono mimare piccoli noduli.)

DOPO QUANTO TEMPO POTRO’ RIPRENDERE L’ATIVITA’ SESSUALE?

L’attività sessuale può essere ripresa anche molto precocemente, entro la prima settimana. La manipolazione del seno però deve essere attentamente evitata per almeno un mese, per evitare che si possano aprire le cicatrici.

DOPO QUANTO TEMPO POTRO’ INDOSSARE REGGISENI “NORMALI”?

Dopo circa un mese dall’intervento, anche se indossare una buona qualità di reggiseni che davvero “sostengano” il seno, aiutano a mantenere nel tempo il risultato ottenuto, e sono quindi vivamente consigliati come indumento di routine.

COSA ACCADE SE DOPO L’INTERVENTO DOVESSERO RESIDUARE INESTETICHE CICATRICI OD ADDIRITTURA CHELOIDI?

In linea di massima la visita consentirà di escludere da questo tipo d’intervento tutte quelle pazienti con un forte rischio di sviluppare cicatrici patologiche. Inoltre tutte le pazienti, presso il nostro studio, dopo ogni intervento che preveda cicatrici, vengono trattare con il laser, una seduta al mese per 3/6 sedute (TRATTAMENTO COMPRESO NEL PREZZO DELL’INTERVENTO) che riduce notevolmente i rischi di avere cicatrici visibili e permette di trattare anche eventuali cicatrici inestetiche. (VEDI LASER: CICATRICI POST CHIRURGICHE)

INDOSSERO’ DELLE FASCE? PER QUANTO TEMPO?

Delle fasce compressive saranno sistemate sul seno subito dopo l’intervento e tenute per circa una settimana. Al secondo controllo, a circa quindici giorni, verranno rimossi i punti se dovesse trattarsi di punti non riassorbibili.

DOPO QUANTO TEMPO POTRO’ RIPRENDERE TUTTE LE MIE ATTIVITA’?

Tutte le attività, comprese quelle pesanti, potranno essere riprese dopo circa un mese dall’intervento. Le attività come guidare, fare i lavori domestici, prendere in braccio i bambini, potranno essere riprese entro una/due settimane dall’intervento.

DOPO QUANTO TEMPO POTRO’ RIPRENDERE L’ATIVITA’ SPORTIVA?

Dopo circa un mese dall’intervento potranno essere riprese tutte le attività aerobiche, come il nuoto o la corsa. Il sollevamento di pesi con le braccia dovrà invece essere ripreso gradualmente e le modalità verranno suggerite dal chirurgo a seconda dei casi.

QUANDO POTRO’ CONSIDERARE IL RISULTATO COME VERAMENTE DEFINITIVO?

Dopo sei mesi, talvolta anche un anno. Spesso, infatti, a causa del riposizionamento della ghiandola, l’aspetto iniziale della mammella può non essere gradevole, e nelle forme con round block, la mammella può apparire eccessivamente schiacciata.

POTRO’ ALLATTARE IN CASO DI GRAVIDANZE?

L’intervento non taglia assolutamente i dotti del latte pertanto se il seno è geneticamente predisposto per l’allattamento, l’intervento in genere non causa alcun danno, anche se tale malformazione è spesso associata a una mammella con ghiandola poco sviluppata non in grado di allattare. Inoltre, talvolta, il rimodellamento della ghiandola mammaria può ridurre la capacità di allattamento, cosa che deve ovviamente essere valutata prima di sottoporsi all’intervento.

E’ POSSIBILE UNA RIDUZIONE DELLA SENSIBILITA’ DEL CAPEZZOLO?

Sì. E’ riportato dalla letteratura che danni alla sensibilità del complesso areola capezzolo possono verificarsi anche nel 20% dei casi, e possono presentarsi sia come una riduzione sia come un aumento della sensibilità.
Una riduzione transitoria è comunque possibile in tutti i casi, ma dopo sei mesi si ha un completo ritorno alla normalità.

IN CASO DI NUDULO AL SENO POSSO EFFETTUARE LO STESSO L’INTERVENTO?

Assolutamente no. Le patologie mammarie devono essere risolte prima di effettuare un intervento per scopi estetici, a meno che non si tratti di un nodulo benigno, come un fibroadenoma, ad esempio, che può essere rimosso durante l’atto chirurgico da un unico accesso chirurgico.

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